Come spiegare le nuove schede di valutazione ai genitori della scuola primaria

In primo piano

libro tosoneGiulio Tosone, Dare valore alal scuola. Una guida per capire il senso della valutazione nella scuola primaria, Gennaio 2021.

Dall’anno scolastico 2020/21 c’è una grossa novità nelle scuole primarie (quelle che una volta chiamavamo elementari). Nella valutazione intermedia (il pagellino) e in quella finale (la pagella) non compariranno più le medie dei voti di ogni materia, ma dei giudizi descrittivi.Cosa comporta questo cambiamento? Come si leggono questi nuovi giudizi? Come sfruttare questa novità per aiutare i bambini nel loro percorso di apprendimento? A queste e ad altre domande proveremo a rispondere in questo volume dedicato specialmente ai genitori (ma utile anche agli insegnanti).

Giulio Tosone
Pedagogista e formatore.
Ha cominciato a occuparsi di scuola nel 1999 collaborando al Corso di formazione per il conferimento della qualifica dirigenziale ai Capi di Istituto erogato dall’Università Cattolica su bando del Ministero della Pubblica Istruzione. Negli anni si è occupato di formazione e aggiornamento degli insegnanti principalmente nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo.
Dal 2015 è conduttore di laboratorio nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il libro è distribuito esclusivamente su Amazon. È disponibile sia in formato cartaceo sia in formato digitale (per Kindle)

Apprendere a leggere e scrivere. Come e perché.

In primo piano

Libro_adrianaAdriana Lafranconi, Apprendere a leggere e scrivere. Come e perché, Prefazione di Giuliana Sandrone, Edizioni Studium, Roma, 2020, pp. 300, ISBN 9788838248627, € 29,00.

Il compito di accompagnare le bambine e i bambini nell’apprendimento della lettura e della scrittura risulta centrale per la loro crescita umana personale, culturale e sociale. Per questo ha sempre costituito nella storia della scuola un aspetto decisivo e molto dibattuto perché tocca la realizzazione di uno dei suoi fini istituzionali. L’interesse di Adriana Lafranconi  su questo tema scaturisce dal fatto che i recenti esiti della ricerca secondo l’approccio dell’Evidence-Based Education (Vivanet Giuliano, Che cos’è l’Evidence Based Education, Ed. Carocci Faver, Firenze 2014, p. 130.)  e gli studi delle neuroscienze sull’apprendimento del leggere e delle scrivere, insieme alle problematiche relative ai Disturbi Specifici di Apprendimento e dei Bisogni Educativi Speciali, rischiano di riproporre la discussione in termini contrastivi, riaprendo questioni in ordine a quale sia il “metodo migliore” per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini.
Per evitare ogni ritorno al periodo di “non dialogo”, condizionato anche da posizioni di carattere ideologico, l’Autrice intraprende un significativo cammino di approfondimento dei metodi presenti nel panorama didattico, ponendo alla base della sua ricerca il paradigma dell’integrazione. La tesi centrale si basa sulla convinzione che l’integrazione tra i metodi costituisca una soluzione per andare incontro alle diversità di personalità con cui si presentano i bambini e per dare valore alle pratiche didattiche dei docenti che nei contesti di apprendimento vanno oltre un ancoraggio dogmatico a un metodo.
La condizione fondamentale per avviarsi verso questo approccio si fonda sulla convinzione che la pedagogia ritorni ad occupare una posizione determinante e di traino nella riflessione e nell’assunzione di scelte responsabili da parte dei docenti. Infatti, come sottolinea puntualmente nella Prefazione Giuliana Sandrone, è proprio della riflessione pedagogica che, “permettendo un’intenzionale ed accorta integrazione fra diversi metodi, li colloca in una cornice antropologica consapevole, capace di dar ragioni delle scelte metodologiche più adatte per affrontare l’idiografica situazione frutto dell’esperienza e delle specificità che ciascun bambino porta con sé, nella sua irripetibile unicità.” Quindi il leitmotiv che attraversa tutto il libro è quello di creare continuità tra la centralità dell’esperienza, della realtà e della storia nei contesti scolastici reali e la natura delle scienze pedagogiche, alla ricerca di leggi previsionali che orientino nell’affrontare casi singoli. Continua a leggere

Didattica della Matematica

In primo piano

CopertinaAnnamaria Cappelletti, “Didattica della matematica. Come promuovere un apprendimento consapevole“, Ed. ECOGESES, Roma, 2019, pp. 279, €. 25,00.

Il libro, pubblicato in questo mese di aprile e presentato dall’autrice al Buk Festival 2019 di Modena, propone rinnovate ragioni per confermare il valore della matematica e del suo insegnamento come paradigma di un processo di apprendimento significativo e consapevole.

Dopo una parte introduttiva che indaga sui significati della didattica della matematica, il libro presenta l’esperienza didattica di molti anni di insegnamento dell’autrice, suddivisa in tre parti rispettivamente dedicate: all’Aritmetica, alla Geometria e ad itinerari operativi in ordini ad alcune conoscenze di aritmetica elementare. Il testo presenta anche un’amplia bibliografia su alcuni autori di rilievo Z.P. Dienes, B. D’Amore, E. Castelnuovo, G. Brousseau.

Il libro, la cui introduzione è stata curata da Italo Bassotto, risulta così un valido strumento per ripercorrere le tappe più significative dell’insegnanmento della matematica nei nuclei fondamentali dei numeri, dello spazio e figure con attezione alla storia della matematica e con uno sguardo interculturale offredo spunti e proposte didattiche concrete da sviluppare in classe supportate da valide basi teoriche e operative.

Interssante è la descrizione che Annamaria Cappelletti offre dell’immagine di copertina: “L’immagine riproduce un monumento situato di fronte all’ingresso del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston ed è stata fotografata nel luglio 2012 in occasione della nostra presenza in quella città per incontrare docenti e ricercatori che, come noi,
studiano il metodo Lonergan.
È stata scelta come copertina del testo perché bene ne rappresenta l’intento e le finalità: l’involucro di metallo è formato da notazioni numeriche, da simboli matematici, da formule; è cavo e permette ai bambini di entrare all’interno per arrampicarsi, sedersi, procedere di nuovo verso altre direzioni. Dall’interno di questa struttura guardano il mondo esterno;
dall’esterno possono guardare dentro o addirittura tuffarsi in quel groviglio
di simboli.
Anche la matematica, come quel monumento, può sembrare una struttura rigida così strutturata da resistere o addirittura respingere chi le si avvicini; ma, come a quei bambini, permette a chi osa avvicinarla o addirittura ci s’infila dentro di godere di prospettive di conoscenza inaspettate”.

In Appendice è riportato di G. Biraghi “Auto-appropriazione, ricerca e azione. La valenza pratica del metodo lonerganiano per un rinnovamento culturale e pastorale” a cui l’autrice fa  riferimento.

Il testo può essere richiesto direttamente alla Cooperativa ECOGESES con lo sconto del 20% all’indirizzo: ecogeses@pec.it (riceve da tutti gli account), oppure on line da: https://www.lafeltrinelli.it/https://www.libreriauniversitaria.it/https://www.ibs.it/

Memorandi, da Fenestrelle … a Cefalonia … fino ai giorni nostri

Libro Memorandi copertina FINALE OK-1Cosimo D. Pascarelli, Memorandi, da Fenestrelle … a Cefalonia … fino ai nostri giorni. Memoria – cultura – identità di una comunità del Basso Materano, Ed. Ecogeses, Roma, 2018, p. 340, €. 20,00

 

Il libro, fresco di stampa, presenta una ricerca storica, sociale e antropologica che illustra la vita e le opere di alcune prestigiose personalità: studiosi dell’economia, della  meccanica, della medicina, della politica, del mondo accademico, dello sport, così pure della magistratura, del clero che si sono distinti con vero e sincero orgoglio umano e scientifico, con  passione e il buon esempio.
Inoltre affiorano annotazioni sulle bugie e i falsi della storia e, in particolare, sull’annosa e scandalosa Questione Meridionale, di cui ne viene rigettata l’assurda ed infelice etichetta, che è stata creata di proposito, e che, ancora oggi, purtroppo, fa sentire il peso e il danno di percezione e di immagine di un territorio tra i più belli e ricchi della nostra grande Italia.
Si riconosce di non poter e non dover assolutizzare un certo “status”  nazionale indecoroso dell’attuale epoca storica  ma, con effetto alone, si stigmatizza la lentezza e la distrazione di alcune frange della classe  politica,  per la scarsa operosità e la non puntualità nei confronti dei  problemi che attendono di essere risolti, e portati a buon fine.
Inoltre, viene richiamato, il saccheggio operato al Sud Italia dai “rapaci” piemontesi, soprattutto con la complicità di Giuseppe Garibaldi, apportando danni ingenti, massacro di vite  umane, arretratezza e stagnazione, ossia un immobilismo, una penuria   fino agli anni ‘50.  Ma, dopo tutto, non è mancata la ripresa con il tanto atteso sviluppo economico, culturale e sociale.

Il testo può essere richiesto direttamente alla Cooperativa Ecogeses: ecogeses@pec.it

La conoscenza e i suoi nemici

Conoscenza e nemiciTom Nichols, La conoscenza e i suoi nemici – L’era dell’incompetenza e i rischi per la democrazia, LUISS University Press, Roma, 2018

Recensione di Antonio Rocca

La critica alla società americana (Stati Uniti), per certi aspetti, è spietata: il punto di vista di chi non sa, o sa meno, è considerato allo stesso livello di quello degli esperti.
L’analisi delle cause è ampia, presentata, a volte, in forma prolissa, con riferimenti puntuali, riferiti esclusivamente al contesto statunitense.
Gli ambiti indagati e accusati sono lo sviluppo tecnologico, l’accesso all’informazione, l’uso dei social, l’idea dell’”uno vale uno”, la semplificazione della realtà, il modello universitario e scolastico orientato prevalentemente alla soddisfazione del cliente, la trasformazione dell’industria dei media in una macchina per l’intrattenimento 24 ore su 24 e la spettacolarizzazione della politica.
Secondo l’autore, il prevalere dell’incompetenza sta influenzando le dinamiche democratiche. Gli esperti vengono derisi e definiti elitari, uno dei tanti gruppi che opprimerebbe “noi, la gente”, espressione ormai usata in modo indiscriminato dagli elettori con il significato di “me”. La consulenza degli esperti e qualsiasi tipo di decisione consapevole da parte di chiunque venga percepito dai profani come “élite” – cioè quasi tutti tranne loro – vengono respinte per principio. Nessuna democrazia può andare avanti in questo modo, con il rischio che essa possa finire.
Continua a leggere